Informaticando, accadde

Dalla calafrica con pizzicore

Posted in Napoli, Storie by Inzirio Draghelli on 24 marzo 2013

Scavando nelle mete estive dei napoletani, possiamo abbondantemente trovare la Calabria che, come dice la pubblicità, è un mediterraneo da scoprire.

Per me, invece, da scoprire c’è ben poco, visto che le mie vacanze le trascorro in Calabria da circa una 20ina d’anni, sempre allo stesso posto, sempre con le stesse persone. Certo, per diversi anni ho preferito non andarci proprio, ma questo è un altro discorso…

Quest’anno (2011) dopo aver trascorso i primi 12 giorni di agosto a Napoli, a non fare un cazzo, mi sono svegliato una mattina e ho deciso che era arrivato il momento di rimescolare le carte e andarmi a fare qualche bagno nell’amata Calafrica.

Anche perchè, dopo essere stato a farmi due bagni a Miseno e due bagni alla Gaiola, dopo aver notato l’inquinamento sempre maggiore di queste due zone, ne ho raggiunto la saturazione.

Nel primo caso, Miseno, sono capitato lì il primo di agosto e sarà che erano incrementate le tratte dei traghetti, sarà che la gente è una merda, ma l’acqua a un certa ora del giorno ha cominciato ad essere cosparsa di munnezza di vario genere…

Nel secondo caso, La Gaiola, è possibile notare uno strano strato di “olio” sulla superficie del mare, tant’è che quando vi immergerete, prima di arrivare un pò più al largo troverete l’acqua più leggera del normale.

Ovviamente altre zone dove farsi il bagno a Napoli non le prendo assolutamente in considerazione…

Detto ciò, le alternative per farsi un bagno si restringevano a una sola possibile soluzione: La Calafrica!

Decido così di fare una telefonata ai miei genitori e comunicargli la mia decisione:

“We mà, com’è la situazione là? Il mare?”

“Tutt’apposto! Il mare però è sporco tutti i giorni…”

“Ah bene! E chi c’è lì?”

“Ma guarda ci sono tutti… Se vuoi c’è un posto letto con tuo padre oppure col nonno!”

“Ah bene! Ti voglio bene mamma! E’ bello vedere che pensi sempre prima a me!”

“Anch’io ti voglio bene! Cor ‘e mammà!”

Attacco, dopo aver tirato le giuste jastemme del caso, tiro un pò di somme e mi dico: “Merda per merda… almeno là m’abbronzo! E poi forse acchiappo qualche vecchia amicizia d’infanzia…”

Mi faccio coraggio e preparo le valigie, partenza ore 5.00 a.m.!
Bagagli: 1 televisore, 1 decoder sky, una tenda, 3 zaini, 1 borsone, 1 cane, buste varie!

(Qualcuno si porrà delle domande su quest’elenco di bagagli, ma se è già stato napoletano-vacanziere-calabrese non gli sembrerà nulla strano… In caso contrario, deve sapere che quando si va in Calafrica e si raggiungono dei genitori, costoro se ne usciranno con le richieste più disparate, esauriti dalla nullafacenza e dal caldo africano)

Arriva la sera, metto la sveglia e mi metto nel letto. Sono le 23:00! Prendo sonno alle 00:30 circa… Ma proprio in quel momento, OVVIAMENTE, il mio bagaglio vivente, il cane, decide che sente dei rumori fuori al balcone e parte per uccidere… Ovviamente nel sonno lo cazzeo, mi alzo e ci metto un’altra ora per addormentarmi… Ma, si sa, quando devi svegliarti la mattina presto, qualcosa succede sempre!

Alle 5.00 la sveglia suona, carico delle mie 3-4 ore di sonno, mi alzo, mi doccio, faccio colazione e mi vesto. Carico l’auto delle ultime cose e mi metto in viaggio. Destinazione CALAFRICA.

Dopo aver imboccato la tangenziale, prendo l’uscita corso Malta, prendo il raccordo “non so come si chiama” ed esco all’uscita per prendere la Salerno-ReggioCalafrica.

Il viaggio comincia nella più totale spensieratezza, dovuta sia al sonno in eccesso che all’adrenalina che sale quando si affronta un viaggio.

Dopo circa 60 kilometri sono nel pieno della Napoli-Salerno, il primo quadro del gioco (cit.), mi trovo a imboccare tratti a due corsie strettissime e una nel peggiore dei casi… Arrivo a Salerno, ed ecco che inizia la parte più divertente, Salerno-Reggio Calabria…

Dopo aver superato i primi kilometri rifiniti in maniera relativamente decente e dopo aver superato una tratta abbastanza oscena (giusto per farti ricordare che sei ancora in Campania), inizia il tratto della Basilicata, 30km, PERFETTI.

Sono passate circa due ore e si sono percorsi all’incirca 180km… Ne mancano altri 180 per arrivare a destinazione. Quindi uno suppone che ci vogliano al massimo altre 2 ore.

Ed è proprio lì che l’automobilista non preparato sbaglia!

Sono quei 180km finali, il mostro da sconfiggere, un mostro dalle mille forme, dalle mille armi, dalle mille curve.

Il suo equipaggiamento è costituito da:

  • automobilisti pazzi calabresi rigorosamente con braccio al vento
  • sole cocente
  • asfalto sfricolante
  • tratti di strada a 1 corsia
  • tratti di strada a 2 corsie
  • tratti di strada a 3 corsie (ovviamente mai ultimati)
  • cambi di carreggiata non segnalati, con le macchine che ti vengono in bocca
  • cambi di carreggiata segnalati, senza macchine che ti vengono in bocca

Ed è lì che ogni autista che ha la conoscenza dalla sua parte, comincerà ad avere paura!

Ed è proprio per questo che alla fine di ogni estate, tornato nell’asfalto MetroNapoletano tiri un sospiro di sollievo. Non perchè hai sopportato per tutto il viaggio un fieto di cipolla di Tropea, di cui il tuo bagagliaio era pieno, non perchè i 10 barattoli di nduja esplosiva non sono esplosi, non perchè sei a Napoli, ma perchè sei sopravvissuto, ce l’hai fatta, hai sconfitto il mostro finale, non una, ma ben due volte!

Calabria, mediterraneo da scoprire, ma la strada è tutta da rifare! (Ero indeciso se scriverla… ma alla fine ho osato!)

3 Risposte

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  1. nonchiedoxnonsapere said, on 24 marzo 2013 at 11:03 PM

    Da buona napoletana ho vissuto scene di questo tipo per anni. Noi eravamo quelli che partivano di notte e che alle 10 erano a destinazione ma ti parlo di altri tempi. Ormai da almeno un decennio non vado in Calabria…al massimo mi sono spinta fino a Marina di Camerota con gli amici…però le cipolle di Tropea sono quel che sono…la ‘ndjua pure…oddio come la vorrei ora…grazie per avermi fatto sorridere.


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